Eccezionale e inedito documento storico-medico in forma di cartolina fotografica (15x10 cm circa), interamente scritta a mano da un chirurgo militare italiano l'anno successivo alla ritirata di Caporetto.
Al fronte, splendida immagine di ufficiali medici del Regio Esercito davanti all'ingresso di una baracca recante il cartello «SEZIONE SANITÀ», firmata a secco dal celebre fotografo abruzzese «G. Lazzaroni - Avezzano».
Al verso, straordinaria ed estesa missiva scientifica indirizzata al collega "Ferruccio". Il testo elenca l'attrezzatura d'urgenza necessaria per l'ospedale da campo (ferri per amputazione, strumenti per l'alta chirurgia degli occhi, sterilizzatori, lampade ad acetilene e tele cerate per i letti dei feriti) e documenta le drammatiche operazioni di trincea svolte sul momento nella Marsica, citando una complessa «disarticolazione di femore» appena eseguita. Nel testo viene esplicitamente nominato lo stesso fotografo Lazzaroni. L'esemplare include la nota archivistica d'epoca apposta sul margine.
Analisi Storica e Contesto Reale
- La Clinica e gli Interventi: L'autore è un medico chirurgo militare che elenca i ferri del mestiere (boccetta per la chirurgia oculistica, scalpelli, scatole da amputazione). Cita persino un'operazione d'urgenza appena eseguita sul campo: una "disarticolazione di femore".
- Il Ruolo di Lazzaroni: Il passaggio "il signor Lazzaroni si è fatto vivo" si riferisce proprio al fotografo Giovanni Lazzaroni (autore del fronte della foto), indicando che il medico e il fotografo si conoscevano o collaboravano ad Avezzano.
- Avezzano nel 1918: Nel febbraio 1918 Avezzano ospitava sia i reparti del Regio Esercito in riorganizzazione dopo Caporetto, sia l'enorme Campo di Concentramento per prigionieri di guerra austro-ungarici, oltre a varie Sezioni Sanitarie. I medici italiani, come l'autore, operavano in queste strutture prima di rientrare