Straordinario e inedito documento economico-diplomatico risalente agli albori delle relazioni commerciali ufficiali tra il Regno d'Italia e il Principato del Montenegro (ottenuto il pieno riconoscimento internazionale pochi anni prima, nel 1878).
Il mittente, Vuko Vuletich, scrive in veste ufficiale di delegato del Governo di Cettigne incaricato degli affari di bestiame. Vuletich si trova temporaneamente a Bari, ospite e collaboratore del viceconsole montenegrino in Puglia ("Signor Cav. Gius. Scorcia fu G."), per coordinare una massiccia operazione logistica di importazione. Nel testo descrive dettagliatamente i suoi piani e l'imminente arrivo via mare nei porti adriatici di un ingente carico zootecnico:
"[...] attendo un carico di 1000 montoni e 100 manzi come campionario. Da questi ne distaccherò un numero di montoni facendone per mezzo del detto Signor Scorcia la spedizione a Napoli, e probabilmente con tale spedizione farò di persona una scorsa in cotesta illustre città."
Vuletich aggiunge un dettaglio di fondamentale rilievo politico, confermando che le massime autorità balcaniche seguono da vicino la missione: “Da Cetinje mi è stato assicurato che il Nostro Governo mi ha raccomandato alla V. S. I.”. Chiede pertanto l'intermediazione del Console Generale a Napoli, Salvatore Caramiello, affinché gli procuri contatti diretti con le maggiori "Case grossiste" campane che lavorano nel settore dell'importazione di carni e bestiame.
Il lotto unisce a un fortissimo interesse documentale per la storia economica e doganale dei Balcani e del Mezzogiorno d'Italia un notevole valore per i collezionisti di storia postale ottocentesca. L'affrancatura umbertina da 20c. con l'annullo numerato "16" a barre di Bari rende questo pezzo d'archivio consolare una preziosa testimonianza dei flussi commerciali marittimi tra il Montenegro, la Puglia e Napoli.